Consigli Utili
Il mercato del Credito al Consumo è molto cresciuto negli ultimi anni ed ha attirato una moltitudine di società finanziarie, mediatori del credito, agenti, brokers, ecc. Nonostante sia un mercato regolamentato da varie leggi e decreti legge e sia controllato dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio Italiano Cambi, è un mercato complesso, che consente a intermediari e soggetti di pochi scrupoli di comportarsi in modo poco professionale e trasparente nei confronti dei finanziati, tanto che si è sentita la necessità di istituire un Codice Deontologico a cui però non hanno aderito tutte le società finanziarie.
Attenti ai costi nascosti
La maggior parte delle società finanziare ha un comportamento corretto e trasparente, me ve ne sono alcune che non si comportano correttamente ed a volte ricorrono a metodi subdoli per compensare rischi più alti e sofferenze più alte. Diffidate di chi chi fa grandi campagne pubblicitarie (costose) che attirano clienti a rischio più alto e diffidate di chi propone un tasso molto basso, in entrambi i casi ci potrebbero essere dei costi più o meno nascosti. Di seguito riportiamo le situazioni più ricorrenti di comportamenti poco corretti, anche se quasi sempre formalmente legali :
Il Rischio è uguale per tutti
Il rischio primario che le società finanziare temono è che il rimborso di un finanziamento non sia portato a termine e tecnicamente diventi una 'sofferenza'. Tale rischio è uguale per tutte le finanziarie e mediamente si presenta nel 3,5% dei clienti finanziati; tale valore può essere più alto o più basso in base al tipo di prodotto finanziario al tipo di utente ed all'area geografica.
Ogni società finanziaria ha una propria politica di gestione del rischio che tende a tenere sotto controllo il tasso di sofferenza. Ciò viene fatto con sistemi informatici di risk analysys e risk management più o meno complessi, che in base ai trend di mercato ed al profilo personale e storico del soggetto da finanziare definiscono uno scoring (punteggio) di rischio. Tutto ciò può essere integrato da una conoscenza diretta del cliente, perché già cliente o perché conosciuto dalle rete di agenti presenti sul territorio. Sofferenze contenute si traducono sempre in vantaggi per la clientela.
Come si combatte la sofferenza
Ciò premesso, va detto che le sofferenze sono compensate da una maggiorazione dei tassi di interesse, che coprono così le perdite da sofferenza. La maggiorazione dei tassi può essere applicata in modo indiscriminato sul tasso di tutti i prodotti finanziari o può essere selettiva per prodotto o per tipologia di cliente. Se, ad esempio, viene riscontrato che il tasso di sofferenza per i trasportatori è di due punti percentuale sopra la media si potrebbero aumentare i tassi per i trasportatori del 2%. Tutto ciò rientra in un comportamento corretto di una società finanziaria. Però, come spiegato sopra nel paragrafo dei costi nascosti, alcune società finanziarie, o loro intermediari, ricorrono a metodi meno corretti e deontologicamente deprecabili.
Attenti ai costi nascosti
La maggior parte delle società finanziare ha un comportamento corretto e trasparente, me ve ne sono alcune che non si comportano correttamente ed a volte ricorrono a metodi subdoli per compensare rischi più alti e sofferenze più alte. Diffidate di chi chi fa grandi campagne pubblicitarie (costose) che attirano clienti a rischio più alto e diffidate di chi propone un tasso molto basso, in entrambi i casi ci potrebbero essere dei costi più o meno nascosti. Di seguito riportiamo le situazioni più ricorrenti di comportamenti poco corretti, anche se quasi sempre formalmente legali :
- vengono fatte pagare spese di mediazione, che fanno salire il costo totale del finanziamento. Questo non è un comportamento poco corretto, ma è comunque un costo che si può eliminare rivolgendosi ad altre finanziarie o ad agenzie dirette;
- vengono applicati tassi vicino alla soglia di usura (vedere Tassi Usurai) e tenete presente che il tasso di usura è del 50% più alto dei tassi medi di mercato;
- Vengono fatte pagare spese di istruttoria o di mediazione anche se la pratica viene respinta. Questo comportamento fa sorgere il sospetto che vengano fatte campagne molto promettenti per illudere il cliente di un finanziamento che difficilmente arriverà; tanto la società finanziaria, o più probabilmente il mediatore di credito, guadagnerà comunque con le spese di istruttoria o di mediazione. Chi cade in questa trappola è quasi sempre il soggetto che non presenta i parametri standard di finanziabilità, al quale comunque viene fatto credere che sarà finanziato. Ogni volta che vi viene chiesto di pagare anticipatamente le spese di istruttoria, occorre prestare particolare attenzione al mandato di finanziamento che firmate in quanto spesso questi costi sono giustificati non come spese di istruttoria (dovuti solo in caso di operazione a buon fine) ma come costi di consulenza (dovuti in ogni caso).
- In alcuni casi (rari) viene chiesto del denaro per il rilascio della Liberatoria per mancato o respinto finanziamento, o, più frequentemente, si ritarda nel rilascio della Liberatoria od addirittura non viene rilasciata. La Liberatoria è una dichiarazione con cui la società finanziaria dichiara di aver chiuso la pratica senza effettuare il finanziamento. Vale la pena di spiegare meglio questo concetto.
Se ad esempio avete chiesto un prestito e vi è stato rifiutato dalla Finanziaria A, è bene sapere che tale richiesta rimarrà archiviata per un mese nel CRIF (vedi CRIF), poi dovrebbe essere, per legge, automaticamente cancellata (ma a volte rimane più di un mese). A questo punto, avendo urgenza di denaro, vi recate alla Finanziaria B, firmate di nuovo per richiedere un finanziamento. La Finanziaria B, interrogando il CRIF, scopre che c'è una richiesta di finanziamento ancora attiva presso la Finanziaria A e vi chiederà di ottenere la Liberatoria. Voi richiedete la Liberatoria alla Finanziaria A e nella maggior parte dei casi questa viene concessa in pochi giorni. A volte però alcune società finanziarie tendono ad ignorare la richiesta o per lo meno a ritardare nel rispondere, tanto il business è della finanziaria concorrente. Nei casi più gravi addirittura viene chiesto qualche centinaio di euro per il rilascio della Liberatoria. Morale: bisogna prestare anche molta attenzione nella scelta degli interlocutori, evitando se possibile i mediatori, più spesso responsabili di questi comportamenti. - Ulteriore consiglio per la Liberatoria - La Liberatoria va chiesta all'istituto che dovrebbe erogare il finanziamento. Se per ottenere il finanziamento vi siete rivolti ad un mediatore o ad un broker, dovete pretendere di sapere subito a quale istituto si rivolge il mediatore/broker, altrimenti potreste successivamente avere problemi per sapere a chi chiedere la eventuale Liberatoria.
Il rischio primario che le società finanziare temono è che il rimborso di un finanziamento non sia portato a termine e tecnicamente diventi una 'sofferenza'. Tale rischio è uguale per tutte le finanziarie e mediamente si presenta nel 3,5% dei clienti finanziati; tale valore può essere più alto o più basso in base al tipo di prodotto finanziario al tipo di utente ed all'area geografica.
Ogni società finanziaria ha una propria politica di gestione del rischio che tende a tenere sotto controllo il tasso di sofferenza. Ciò viene fatto con sistemi informatici di risk analysys e risk management più o meno complessi, che in base ai trend di mercato ed al profilo personale e storico del soggetto da finanziare definiscono uno scoring (punteggio) di rischio. Tutto ciò può essere integrato da una conoscenza diretta del cliente, perché già cliente o perché conosciuto dalle rete di agenti presenti sul territorio. Sofferenze contenute si traducono sempre in vantaggi per la clientela.
Come si combatte la sofferenza
Ciò premesso, va detto che le sofferenze sono compensate da una maggiorazione dei tassi di interesse, che coprono così le perdite da sofferenza. La maggiorazione dei tassi può essere applicata in modo indiscriminato sul tasso di tutti i prodotti finanziari o può essere selettiva per prodotto o per tipologia di cliente. Se, ad esempio, viene riscontrato che il tasso di sofferenza per i trasportatori è di due punti percentuale sopra la media si potrebbero aumentare i tassi per i trasportatori del 2%. Tutto ciò rientra in un comportamento corretto di una società finanziaria. Però, come spiegato sopra nel paragrafo dei costi nascosti, alcune società finanziarie, o loro intermediari, ricorrono a metodi meno corretti e deontologicamente deprecabili.

