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| nord-est di Roma |
| Comuni della Valle del Tevere |
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Superficie : Kmq. 46,07 | |
| Altitudine : 270 m. | ||
| Abitanti : 9.400 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00063 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 32 Km. | ||
Il territorio di Campagnano ed in particolare l'area del lago di Martignano fu frequentata dall'uomo sin dai tempi più remoti; le presenze umane risalgono al Paleolitico Inferiore. Nel 1973 fu recuperata sul fondale del lago una scheggia clactoniana in selce bruna, databile a circa 40.000 anni fa. Tra l'età del Bronzo e quella del Ferro le tracce di insediamenti umani diventarono sempre più frequenti. Nel corso del IX sec. a.C., si verificò una notevole espansione della cultura villanoviana. In epoca romana il territorio di Baccano era occupato da un lago, che a causa dello scarso apporto di acque si trasformò lentamente in palude, fino a quando, nel 1838, fu prosciugato definitivamente dai Chigi.
La zona fu sotto il dominio etrusco, ma con il declino di Veio si verificò uno spopolamento del territorio. Dopo la caduta di Veio il territorio di Campagnano fu teatro di violenti scontri che portarono alla sconfitta degli etruschi, che in gran parte furono trasferiti a Roma. Le città di Caere, Artena, Narce, Capena e Sutri caddero sotto il dominio romano e nel IV secolo a.C. il territorio rimase pressoché deserto. Nel III secolo a.C. iniziò una fase progressiva di ripopolamento, favorita dal senato romano, che trasferì nella zona la popolazione della Campania. Poi con la costruzione della via Cassia e l'aumento dei traffici commerciali e militari, si verificò un ulteriore incremento della popolazione che ebbe il suo apice con l'Età Imperiale. Testimonianze del periodo romano sono presenti ad Est di Martignano dove troviamo la Mansio ad Vacnus (luogo di sosta e pernottamento) lungo la via Cassia (I sec. d.C.), ed in varie località dove fiorirono ville romane, tra cui spicca la villa dei Severi a Sud di Baccano, che era probabilmente la villa di Caracalla.
Nell'VIII secolo, dopo la donazione di Sutri, il territorio viene governato dal papato. Papa Adriano I insediò nella zona una tra le più importanti domus, la Domus cultae denominata Caprocorum, compresa tra Veio, Nepi e Sutri. Sul finire del I millennio sorsero nel territorio numerosi castelli dei quali rammentiamo Baccano, Sorbo, Stracciacappa, Martignano. La prima menzione di Campagnano è del 1076. Nel XIII secolo fu governata dalla famiglia Annibaldi, nel 1400 passò agli Orsini, che ne mantennero il dominio sino al 1661 quando cedettero i loro possessi alla famiglia Chigi.
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Superficie : Kmq. 29,45 | |
| Altitudine : 160 m. | ||
| Abitanti : 6.400 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 12 Km. | ||
L'insediamento di Capena è antichissimo e sembra risalire alla prima età del Ferro. Prima ancora della nascita di Roma, la valle del Tevere, importante via di traffici fluviali aveva favorito lo sviluppo di vari centri importanti come Vejo, Fidene, Crustumerium, Eretum, ecc. e Capena era uno di questi centri, situato lungo la riva destra del Tevere. I Capenati erano considerati addirittura una popolazione italica e la loro cultura ebbe caratteristiche proprie, anche se vi erano varie influenze esterne. Parlavano una lingua del tutto originale, affine all' etrusco, molto simile al latino e con influenze sabine. I Capenati confinavano a Nord con i Falisci, a Est con il Tevere ed i Sabini, a Sud e ad Ovest con il territorio etrusco di Veio. Il loro territorio comprendeva gli attuali comuni di Capena, Fiano, Morlupo, Civitella, Nazzano, Ponzano, Filacciano, Torrita, Rignano, S. Oreste, Castelnuovo e Riano.
Capena - insieme con Lucus Feroniae (importante centro di culto) e Serpenas (di cui non è nota l'esatta ubicazione)- era una delle tre città della confederazione dei Capenati. Dalla fine del VII sec., la cultura etrusca iniziò ad avere sempre più una grande influenza su quella capenate, tanto che Capena venne ammessa nella Confederazione dei popoli etruschi. Nella guerra tra Roma e Vejo per il controllo dei commerci fluviali del Tevere, Capena fu alleata con gli Etruschi ed anche con i Falisci. Nel 396 a.C. Vejo cadde, per opera di Furio Camillo, nelle mani dei Romani e fu trasformata in un municipium foederatum in cui era compresa anche Capena, ed i suoi territori furono assegnati ai veterani di guerra.
La Capena romana doveva essere una città piuttosto grande visto il numero di necropoli scoperte attorno all'antico abitato. Nell'era Cristiana, il territorio fu chiamato Collinense, per la natura del suolo, e divenne un feudo della Chiesa. Si perdono poi le sue tracce fino al IX secolo quando ricompare con il nome di Leprignano, che mantenne fino al 1933, poi tornò al suo nome originario di Capena. Di grande rilievo è il sito archeologico di Lucus Feroniae, che raccoglie materiali delle necropoli del territorio.
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Superficie : Kmq. 30,84 | |
| Altitudine : 270 m. | ||
| Abitanti : 7.700 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 16 Km. | ||
Il paese di Castelnuovo di Porto è sorto su una collina tufacea tra due strette valli solcate dal fosso Chiarano e della Mola. Non poche sono le ipotesi fatte circa l'origine del nucleo antico che si vuole insidiato su un oppidum capenate. Castelnuovo faceva parte di una ristretta area dell'Etruria meridionale, denominata Ager Capenas perché abitata da una popolazione affine agli Etruschi, ma con lingua e costumi propri: i Capenati (vedi anche storia di Capena). Questo territorio era delimitato a nord dal monte Soratte, ad est dal fiume Tevere, ad ovest dalla via Flaminia. L'area fu intensamente abitata, soprattutto le colline adiacenti il corso del Tevere per il suo fertile alluvium.
In una bolla di papa Gregorio VII del 1074 si fa riferimento ad un Castrum Novum (probabilmente ricostruito) di cui il Monastero di S. Paolo fuori le mura era per metà proprietario. Da qui il nome di 'Castello Nuovo' a cui si aggiunse 'di Porto' quando entrò a far parte della diocesi suburbicaria di Porto e Santa Rufina così chiamata dal grande porto fatto costruire dall'imperatore Traiano. Nella seconda metà del 1200 divenne proprietà dei Colonna, passò poi ai Borgia fino al 1306 quando i Colonna riuscirono a rientrarne in possesso. Nel 1500 passò infine sotto la giurisdizione della Camera Apostolica Vaticana.
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Superficie : Kmq. 20,52 | |
| Altitudine : 195 m. | ||
| Abitanti : 1.550 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 22 Km. | ||
La cittadina sorge ai piedi del Monte Soratte, sulle colline che degradano verso il Tevere, nel territorio che nel Medioevo veniva definito 'Collinense' (vedi anche Comune di Capena). Civitella San Paolo è sorta intorno al IV secolo a.C., data confermata dai numerosi ritrovamenti archeologici della zona. La sua storia antica coincide con quella di Capena in quanto il suo territorio faceva parte del territorio capenate. Successivamente fu per gran parte della sua storia possedimento dei monaci di San Paolo fuori le Mura che provvidero a bonificare la zona e vi costruirono il Castello e i principali edifici. Nel 1433 Civitella contribuì, con l'invio di trenta fanti armati a Bracciano, ad ingrossare l'esercito di Papa Eugenio IV in arme contro Nicolò Fortebraccio. Il Papa, in segno di gratitudine, concesse il 'Castellum Civitellae' ai condottieri Giorgio e Battista Ridolfini da Narni e i monaci dovettero versare ai condottieri 2.000 fiorini per ritornarne in possesso quattordici anni dopo. L'antico borgo medioevale, conserva tuttora il suo aspetto caratteristico, dominato dalla mole difensiva del Castello dei monaci di San Paolo.
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Superficie : Kmq. 41,41 | |
| Altitudine : 97 m. | ||
| Abitanti : 9.050 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00065 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 15 Km. | ||
Il paese sorge su una piccola altura dominante la valle del Tevere, e sul Tevere, in passato, ebbe un suo porto. Nei secoli che vanno dall'VIII al VI a.c. gli Etruschi riuscirono ad affermare il loro predominio sull'Italia settentrionale e Centrale, senza costituire uno stato unitario, ma creando parecchie CittàStato. Anche il popolo dei Capenati entrò nella sfera di influenza etrusca. Capena ed i Capenati contavano allora circa cinquemila abitanti, sparsi sull'ampio territorio compreso tra gli odierni paesi di Capena, Civitella S. Paolo e Fiano Romano. Tra il V e il IV secolo a.c. Roma ingaggiò una guerra contro gli Etruschi, la cui conclusione segnò l'inizio della fusione tra le civiltà etrusca e romana.
Alcuni studiosi ritengono che Capena sia stata distrutta dai Romani e che i suoi abitanti trovarono scampo tra i boschi delle vicine colline, dove si stabilirono in piccoli insediamenti che, sotto il dominio di Roma, crebbero di importanza e rappresenterebbero i nuclei originari di Fiano, Civitella S. Paolo, Capena, Morlupo, Rignano Flaminio e Castelnuovo di Porto. Altri storici non condividono la tesi della distruzione di Capena, ma sono convinti che la città etrusca, arresasi a Roma, abbia continuato a vivere in pace sotto il dominio romano. L'origine di Fiano Romano risalirebbe al periodo in cui, con l'avvento del cristianesimo, iniziò la decadenza del centro religioso di Lucus Feroniae (Feronia). Il nome di Fiano sembra abbia origine da un fundus Flavianus appartenuto alla nobile famiglia Flavia. Nel Medio Evo troviamo il piccolo agglomerato urbano legato al monastero di Farfa. Conteso da questo e dal monastero di San Paolo finì per divenire nel secolo XIV feudo dei Colonna e poi degli Orsini. Succedettero a questi gli Sforza, i Ludovisi, gli Ottoboni e infine i Menotti.
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Superficie : Kmq. 5,74 | |
| Altitudine : 197 m. | ||
| Abitanti : 500 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 28 Km. | ||
Filacciano è un piccolo comune della provincia di Roma, ai confini con la provincia di Rieti. Il paese di origine medioevale conserva tutt'ora numerose testimonianze dei tempi passati. Venne edificato su un colle dal quale si osserva un bellissimo panorama del Tevere e della Sabina. Le radici storiche di Filacciano risalgono al periodo romano. Si presume che il nome di Filacciano possa provenire dall'evoluzione di parole come Faliscanum o Faliscianum etimologicamente derivato dalla popolazione (i Falisci) stanziata nel territorio per volere dei Romani, successivamente alla loro sottomissione. Altra ipotesi forse più autorevole si ricollega ad un possidente di nome Flacco, per cui un fondo di proprietà dello stesso fu detto appunto Flaccianus.
Con una bolla di Papa Stefano IV dell'817, il possesso del 'Casalis Flaccianus' fu attribuito ai Monaci di Farfa. Nel XIV secolo fu dominio degli Orsini. A questi seguirono a partire dal 1544 numerose famiglie nobiliari: i Savelli, i Baroni Nardi della Bordissiera, i Muti Papazzurri, Monsignor Carlo Mauri ed infine i Principi Del Drago, che sono a tutt'oggi i proprietari del Castello.
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Superficie : Kmq. 20,15 | |
| Altitudine : 148 m. | ||
| Abitanti : 23.800 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00013 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 13 Km. | ||
Fonte Nuova è un nuovo comune, voluto da un referendum popolare e istituito da una legge regionale il 15 ottobre 2001, con la confluenza delle Frazioni di Tor Lupara e S. Lucia (già appartenenti rispettivamente a Mentana e Guidonia Montecelio). Il paese si è sviluppato lungo la via Nomentana, importante strada fin dai tempi dell'antica Roma. Fonte Nuova confina infatti con i Casali di Mentana, dove si trovava l'antico centro di Nomentum. Sicuramente l'area era abitata da insediamenti romani vista l'importanza della antica arteria romana che oltre a Nomentum portava anche a Ficulea, Caenina ed Eretum. Il nome di Fonte Nuova ha origine da uno dei molti fontanili che storicamente erano presenti nell'area del comune, che si chiamava appunto Fontenova e si trova tra Torricella e il Quarto di Santa Lucia.
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Superficie : Kmq. 31,11 | |
| Altitudine : 225 m. | ||
| Abitanti : 10.300 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 33 Km. | ||
La storia di Formello è strettamente legate alla civiltà etrusca. Appartenente all'Ager Veientanus, Formello seguì la stessa crescita e lo stesso decadimento della città di Vejo. Dopo la caduta di Vejo nelle mani dei Romani, tutta la zona rimase a lungo spopolata; bisogna giungere alla fine del VII sec. d.C. per assistere ad un primo ripopolamento del territorio. La rinascita avvenne ad opera del papato. L'opera fu iniziata da papa Zaccaria e continuata da altri papi con la costituzione di colonie agricole chiamate "Domuscultae". Nella campagna romana ne vennero realizzate nove. La più importante fu quella di Capracorum, che occupava quasi tutto il territorio dell'antico Ager Veientanus.
La domusculta era costituita da numerosi fondi con casali e piccoli villaggi, di cui alcuni ancora esistenti. Ricordiamo il fundus Formellum (oggi il paese di Formello), fundus Campanianus (oggi Campagnano), fundus Mazianus (oggi Mazzano), fundus Stabia (oggi Faleria), fundus Calcata, ecc. Tutti questi fondi facevano riferimento alla tenuta di Capracorum, situata nell'attuale territorio di Formello.
Le sorti di Formello furono a lungo legate domusculta di Capracorum, che assicurava una fonte primaria di prodotti agricoli alla Chiesa di Roma ed inoltre forniva, in caso di bisogno, una risorsa militare utilizzando tutti i contadini impiegati nel lavoro dei campi. Capracorum costituì un'importante bastione difensivo contro i Longobardi della Tuscia, e contro l'espansionismo dell'abazia di Farfa (altra domusculta).
Il nome 'Formello' deriva da formae, gli antichi cunicoli scavati dagli etruschi per il drenaggio delle terre intorno a Veio. Il centro storico di Formello conserva una suggestiva atmosfera medievale, con costruzioni del XV e XVI secolo. Al borgo medievale si accede mediante una massiccia porta turrita che dà accesso alla piazza centrale del borgo sulla quale si affaccia palazzo Chigi. Intorno all'anno 1000, Formello diventò infatti un borgo fortificato. Le prime case sorsero intorno al nucleo originario del Palazzo Orsini, famiglia che era diventata proprietaria del feudo. Successivamente nel XVII secolo gli Orsini vendettero il feudo alla famiglia Chigi.
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Superficie : Kmq. 21,14 | |
| Altitudine : 270 m. | ||
| Abitanti : 1.300 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 28 Km. | ||
Magliano Romano sorge su una rupe dominante la Valle Nocchia, là dove un tempo si trovava la prima 'statio' (stazione di posta) romana sulla via Flaminia. Nei secoli IX e VIII a.C. il suo territorio fu parte integrante dell' Ager Faliscus. Successivamente nei secoli VII e VI a.C. diventò territorio della città di Veio. Con la caduta di Veio, passò sotto la dominazione romana, ma la zona fu comunque scarsamente popolata. A partire dal VII secolo d.C., diventato un possedimento del papato, il territorio fu riorganizzato in un vero e proprio insediamento fondiario fortificato. Con l'istituzione delle Domuscultae il papato tentò di porre un freno alle frequenti scorrerie barbariche, creando fattorie fortificate, che avevano il duplice scopo di produrre derrate alimentari per Roma e di essere un avamposto militare contro le invasione nemiche.
I primi cenni storici sulla località si trovano nei registri di Farfa, dove si fa riferimento ad un luogo denominato Mallianus Casalis. Il nome di Magliano Romano compare poi inequivocabilmente in una bolla di papa Gregorio VII del 14 marzo 1081, che ribadisce diritti e privilegi sull'abitato da parte dei Monaci Benedettini del monastero di San Paolo fuori le Mura a Roma.
Durante il Medioevo fu feudo degli Anguillara e nel 1241 fu distrutta dai viterbesi ghibellini. Dopo la dominazione degli Anguillara il feudo passò, tramite vincoli matrimoniali, agli Orsini e successivamente ai Cesi e quindi ai Borromeo. Nel 1663 il territorio divenne patrimonio del cardinale Chigi, finché nel 1862 la proprietà passò alla famiglia Arnaldi, che tuttora risulta proprietaria della Rocca. Fino al 1911, per l'importanza che vi assumeva la pastorizia il paese venne chiamato Magliano Pecorareccio.
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Superficie : Kmq. 28,84 | |
| Altitudine : 200 m. | ||
| Abitanti : 2.600 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 39 Km. | ||
Il paese si trova sopra un'altura a picco sulle gole del torrente Treja, affluente del Tevere, dentro l'area del 'Parco Suburbano Valle del Treja', una delle aree più incontaminate del Lazio. La storia di Mazzano nasce con gli insediamenti dei Falisci la cui testimonianza è ancora viva, con la presenza di diverse necropoli ed il ritrovamento di importanti reperti archeologici. Il territorio passò sotto la dominazione etrusca e successivamente sotto i Romani, che ne fecero una colonia penitenziaria. L'origine del nome Mazzano gli deriva da fundus Matianus, fondo creato in seguito ad una riorganizzazione del territorio voluta dal papato, che creò varie Domus Cultae, che erano vere e proprie fortezze agricole, di cui la più importante fu quella di Capracorum. Il nome Matianus fu dato in onore del gentilizio romano Matius.
Nel 945 d.C. il principe Alberico la donò a Benedetto, abate del Monastero romano dei Santi Andrea e Gregorio al Celio. Successivamente nel 1526, fu acquistata dalla famiglia degli Anguillara, che nel 1599 la vendette al Cardinale Biscia e al fratello. Nel 1658 passò, per eredità, alla famiglia Del Drago, che la possedette fino alla riforma fondiaria dell'Ente Maremma. Dal 1872 al nome di Mazzano è stato aggiunto l'appellativo di Romano.
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Superficie : Kmq. 24,09 | |
| Altitudine : 150 m. | ||
| Abitanti : 18.000 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00013 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 8 Km. | ||
L'antica città di Nomentum sorgeva al chilometro 21 e 500 della via Nomentana dove oggi si trova il centro abitato dei Casali (frazione di Mentana), in località Romitorio, dove sono stati trovati resti di mura urbane risalenti al IV secolo a.C. Molti patrizi romani possedevano vigneti e ville nell'agro nomentano e tra questi vanno ricordate la villa di Seneca e di Marziale, attirati probabilmente dalla presenza della stazione termale delle Acque Labane, posta nell'attuale località di Grotta Marozza. Secondo lo storico Dionigi di Alicarnasso, Nomentum fu una colonia di Albalonga (e dunque città latina nel territorio sabino), mentre Plinio il Vecchio la cita invece come città sabina.
Nomentum fu sottomessa dal re romano Tarquinio Prisco e successivamente aderì alla Lega delle Città Latine, che furono sconfitte da Roma nella storica battaglia del Lago Regillo nel 494 a.C.. Ribellatasi di nuovo insieme ad altre città latine, fu definitivamente sottomessa da Roma nel 338 a.C. e divenne municipio romano.
Diventò poi la diocesi di Nomento, che comprendeva le città di Ficulea e Fidene. Nel 741 subì una breve occupazione ad opera dei Longobardi e l'abitato si spostò a maggior distanza dalla via Nomentana, in posizione maggiormente difendibile. Il 23 novembre dell'anno 799 fu sede di uno storico incontro tra Carlomagno e papa Leone III.
Dal X all'XI secolo Nomentum appartenne ai Crescenzi, una delle più potenti famiglie romane. Nel 1059 i Normanni, che combattevano a fianco di Papa Nicola II, sconfissero i Crescenzi e distrussero il loro feudo. Il castello fu riedificato e divenne possedimento papale per poi passare nelle mani della famiglia napoletana dei Capocci. Il territorio di Mentana passò quindi ai monaci benedettini di San Paolo fuori le mura e qualche tempo dopo papa Niccolò III cedette la cittadina al nipote Orso Orsini. La famiglia Orsini, tra alterne vicende, ne fu proprietaria fino alla fine del XVI secolo. Durante questo periodo la città subì gravi danni per il terremoto del 1484. Ne completò la distruzione Papa Innocenzo VIII indispettito da una rivolta dei cittadini. Nel 1594 vi troviamo la famiglia dei Peretti e quindi nel 1655 divenne proprietà dei Borghese.
Famosa è la celebre battaglia di Mentana del 3 novembre 1867 in cui i garibaldini subirono una solenne sconfitta dalle truppe francesi, alleate del Papa. Nel 2001 il comune di Mentana ha ceduto circa metà del territorio e della popolazione al nuovo comune di Fonte Nuova, sorto in seguito ad un referendum popolare.
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Superficie : Kmq. 44,03 | |
| Altitudine : 232 m. | ||
| Abitanti : 4.900 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0774 | ||
| CAP : 00010 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 20 Km. | ||
Grazioso paese di origine medievale, Montelibretti è situato presso le falde occidentali dei monti Sabini sul fosso Carolano; immerso nel tipico ambiente sabino ricco di oliveti. L'origine di Montelibretti è controversa, secondo alcune opinioni, Montelibretti sarebbe stata la montagna assegnata come luogo di riposo ai liberti per non tenerli a contatto con i nobili romani: da qui Mons libertinorum e poi Monte Libretti. Secondo una versione forse più accreditata,
si fa riferimento ad una iscrizione scoperta su un frammento di una parte di una conduttura che riporta il nome di 'C. Bruttii Praesentis' (suocero dell'imperatore Commodo), il nome originale sarebbe stato quello di Mons Brutii da cui Mons Bryttii, Monte lo Britti e finalmente Montelibretti.
Nel 1018 si trova menzione di questo Oppidum come Castrum Brittii, che sulla fine del 1200 era in possesso di un certo Pietro Seniorile. Passò poi, nel 1300, agli Orsini, che vi costruirono il palazzo Baronale, e da questi, verso la fine del 1600, passò ai Barberini, e quindi, agli Sciarra Colonna. Poco distante dal centro abitato di Montelibretti, si trova l'importante necropoli di Colle del Forno, che faceva parte dell'abitato della antica città di Eretum, individuata sulla collina di Casacotta presso la Via Salaria.
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Superficie : Kmq. 23,86 | |
| Altitudine : 207 m. | ||
| Abitanti : 7.200 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00067 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 20 Km. | ||
Morlupo sorge arroccata su uno sperone di tufo degradante circondato da rupi a strapiombo. La zona fu sotto il dominio etrusco e successivamente sotto quello romano, ma in origine la zona era quasi disabitata. La presenza nel Forum Morolupum di alcune catacombe cristiane dimostra che nuclei rurali e coloni erano già presenti nel IV-V secolo. Nel secolo VIII, in seguito alle distruzioni ed ai saccheggi delle fattorie della zona ad opera di Saraceni ed Ungheri. I coloni scampati alle distruzioni, dopo aver ceduto le loro terre alla Chiesa in cambio di protezione, si rifugiarono in un vicus abbandonato e quasi inaccessibile, corrispondente all'attuale borgo medioevale morlupese della Mazzocca, fondando così il nucleo iniziale della città.
La Chiesa, diventata cosi proprietaria di quei territori, li assegnava al conte Giovanni di Leone, che nel secolo XI fece costruire la chiesa di S. Giovanni Battista. In seguito il territorio fu assegnato ai monaci benedettini di S.Paolo fuori le mura di Roma, che lo tennero fino al pontificato di Nicolò III (XIII secolo). Sotto il pontificato di Nicolò III il castello di Morlupo fu ceduto agli Orsini, che vi dominarono, alternativamente ai Colonna fino agli inizi del 1600. Nel 1613 il feudo fu venduto al cardinale Scipione Borghese. Sotto la dominazione giacobina e napoleonica il paese fu designato come 'cantone' dal quale dipendevano altri 16 comuni. Il dominio della Famiglia Borghese si protrasse fino agli inizi del XX secolo.
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Superficie : Kmq. 12,24 | |
| Altitudine : 220 m. | ||
| Abitanti : 1.250 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 26 Km. | ||
Il paese sorge su un breve terrazzo che domina una profonda ansa del Tevere. L'insediamento abitativo del territorio di Nazzano vanta origini antichissime riferibili alla preistoria: i primi reperti sono databili dell'età del bronzo. Nel suo territorio sono venute alla luce molte necropoli del VII secolo a.C. Nazzano sorse in prossimità di un antico oppidum capenate, forse la città di Serpenas, citata nei documenti antichi e tanto cercata dagli archeologi. Il centro confinava con l'agro falisco e consentiva il controllo della valle del Tevere. Sull'altra riva del Tevere iniziava la Sabina e un traghetto collegava le due sponde. Grazie al porto e al guado sul Tevere, la cittadina ebbe una certa importanza nei traffici commerciali con la Sabina e con Roma.
Le prime notizie su Nazzano risalgono al 1011 quando risultava un possedimento dell' Abbazia di Farfa. Documenti successivi attestano l'appartenenza del castrum e delle terre circostanti all'Abbazia di San Paolo a cui appartenne fino al secolo XIII. In quel periodo quasi tutti i paesi sulla riva destra del Tevere erano alle dipendenze dell'Abbazia di San Paolo, e formavano una sorta di catena difensiva a tutela dello Stato Pontificio, contro eventuali colpi di mano da parte dell'Abbazia di Farfa, legata invece all'impero germanico. Nel 1300 divenne proprietà della famiglia Savelli, ma il secolo successivo il Castello venne confiscato da Papa Nicolò V a favore della Santa Sede, che per finanziare la crociata contro i Turchi lo rivendette di nuovo ai monaci di San Paolo.
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Superficie : Kmq. 19,34 | |
| Altitudine : 205 m. | ||
| Abitanti : 1.100 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
| Agenzia Finanziaria NEOS più vicina - Monterotondo - 30 Km. | ||
Ponzano Romano è un paese arroccato su un colle tufaceo dominante la valle del Tevere e la sua origine sembrerebbe proprio essere collegata al fiume, dove in passato era funzionante uno dei tanti attracchi fluviali di collegamento tra Roma e la campagna. Il nome del paese deriverebbe secondo alcuni da 'pons Jani', ponte di Giano o forse dalla 'gens Pontia', famiglia romana proprietaria di una villa e di terreni nella zona. In effetti nei dintorni si sono ritrovate tracce di ville romane. Ponzano viene nominato nei documenti ufficiali sin dal 742, quando i Benedettini erano insediati nella vicina Abbazia di Sant'Andrea in Flumine. Questi, dopo essersi assicurati il controllo sullo scalo fluviale presero possesso nella metà dell'XI secolo del 'fundus' di Ponziano. Nel 1443 passerà poi al Monastero di San Paolo e successivamente all'Abbazia delle Tre Fontane di cui era abate commendatario il cardinale Alessandro Farnese.
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Superficie : Kmq. 25,35 | |
| Altitudine : 125 m. | ||
| Abitanti : 6.950 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
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Il paese è situato su una collinetta di tufo, su un territorio che anticamente faceva parte del capenate. Dopo la conquista romana, in seguito alla sconfitta di Veio e della coalizione etrusca, falisca e capenate, divenne con ogni probabilità ager pubblicus, ovvero territorio dello stato romano. Numerose sono le testimonianze di questa epoca, tra cui numerosi sepolcreti e diverse ville. Quando il papato nell'VIII secolo riorganizzò vasta parte del territorio, istituendo le Domuscultae, vere e proprie fattorie-fortezza, fu creato anche il fundus Raianum, che durante il medioevo divenne castrum Riani. L'etimologia del nome non è certa; alcuni ritengono che derivi dal latino rivus per via dei numerosi ruscelli che vi scorrevano, altri sostengono che nelle bolle imperiali e cassinesi, Riano è chiamata Raianum e Ragianum, mentre in quelle portuensi Rascianum e Rasciano era stata una colonia delle regioni illiriche o dalmate e forse alcuni reduci avevano voluto usarne lo stesso nome. Si può anche pensare che il nome Rascianum sia la corruzione del nome Raianum.
La prima memoria di questa borgata è del 1159 dove in un documento si dice appartenere a Giovanni Ronzione e suo fratello Berardo, che la donarono a papa Adriano IV. Nel secolo successivo parte del territorio risultava di proprietà del monastero di S.Paolo a cui fu sottratto e poi restituito da Stefano Colonna signore di Castelnuovo. Dal 1570 in poi si avvicendarono vari proprietari e passò di mano in mano alle più importanti famiglie della nobiltà romana. Fu della famiglia Cesi, poi dei principi Ruspoli ed infine nel 1819 diventò proprietà dei principi Boncompagni-Ludovisi. Il Borgo antico è tuttora dominato dal Castello Boncompagni-Ludovisi.
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Superficie : Kmq. 38,77 | |
| Altitudine : 250 m. | ||
| Abitanti : 7.500 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0761 | ||
| CAP : 00068 | ||
| Sito Web del Comune | ||
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Il paese sorge ai piedi del Monte Soratte circondato da distese verdeggianti. Rignano Flaminio ha una storia antica, inizialmente legata a degli insediamenti abitativi agricoli, già rilevabili dal 400-300 a.C., sparsi nel territorio dominato dai Capenati e dai Falisci. Qui si rifugiarono i Capenati dopo la distruzione della loro città nel IV secolo a.C.. Va ricordato che nella guerra tra Roma e Veio, i Capenati si erano schierati con gli Etruschi di Veio e dopo la caduta di Veio anche Capena passò sotto la dominazione romana.
Il territorio diventò proprietà della chiesa di S. Maria in Trastevere, che nel 1160 lo cedette in enfiteusi ad un avo di papa Savelli , Onorio III, divenendo successivamente proprietà della famiglia stessa, alla quale fu tolta da papa Alessandro VI Borgia, nel 1501. Tornò ai Savelli dopo la caduta dei Borgia, e nel 1607 fu venduta ai Borghese e fu eretto a ducato. Dalla famiglia Borghese passò poi a quella dei Muti, per una permuta fatta nel 1633. Nel 1701 andò come dote di nozze alla famiglia Cesi e nel 1799, ereditariamente, passò alla Famiglia Massimo.
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Superficie : Kmq. 28,49 | |
| Altitudine : 260 m. | ||
| Abitanti : 6.300 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 06 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
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Il paese, che sorge sulle pendici del Monte Musino, ha un caratteristico aspetto medievale, ma le sue origini sono però molto più antiche. La zona era già intensamente popolata fin dall'epoca etrusca, quando la città di Veio era a capo di un vasto territorio, l'Ager Veientanus, che si estendeva tra la Cassia e la Flaminia, e comprendeva per intero il cratere del Sorbo alle cui pendice si trova Sacrofano. Sulla sommità del Monte Musino si possono ancora osservare resti archeologici che testimoniano una presenza etrusca. Il nome stesso, in origine 'sacro fanum', recinto sacro, indicava il punto in cui sorgeva un tempio dedicato probabilmente alla dea etrusca Veltuna. Un'altra ipotesi fa risalire il toponimo al soprannome attribuito ad una famiglia romana di Sacrofano.
Dopo la conquista di Veio da parte di Roma, molti siti etruschi vennero abbandonati, mentre altri vennero assorbiti da nuovi insediamenti romani. Alla metà del I sec. d.C. si raggiunse un'alta densità di occupazione del suolo con la costruzione di molte fattorie e ville romane. La vasta occupazione delle campagne avvenuta in quell'epoca è chiaramente visibile nella zona est del territorio di Sacrofano. Nei V-VI secolo la zona si spopolò per le aggressioni dei popoli barbari; rimasero solo le ville e le fattorie che si trovavano in luoghi meno accessibili e lontane dalle principali vie di comunicazione.
Nel secolo VIII la chiesa ristrutturò l'organizzazione territoriale della campagna romana con la fondazione delle Domuscultae, vere e proprie colonie agricole fortificate. Nel 780 d.C. Papa Adriano I fondò la Domusculta Capracorum che comprendeva tutta la zona dell'Ager Veientanus, ed includeva fundi, massae e casales. Anche Sacrofano compariva in questa organizzazione agricola come fundus Scrofanum. Nel 775 il fondo fu donato da Papa Stefano III ai monaci di Santa Maria in Cosmedin e nel 1027 appare incorporato nella diocesi di Selvacandida.
Poi, per motivi di difesa ebbe inizio un processo di incastellamento e si passò dal villaggio fortificato al castrum ed anche Sacrofano non sfuggì a questo processo. Nel corso dei secoli il feudo passò sotto il dominio di varie famiglie nobili: i Savelli, i prefetti di Vico, i Nardoni e gli Orsini, che nel 1662 cedettero la signoria al Cardinale Flavio Chigi. Sacrofano si fregia di uno stemma raffigurante una scrofa fasciata d'argento; infatti, secondo una diversa etimologia, il nome del paese trarrebbe origine da una scrofa qui rinvenuta.
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Superficie : Kmq. 43,96 | |
| Altitudine : 420 m. | ||
| Abitanti : 3.600 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0761 | ||
| CAP : 00060 | ||
| Sito Web del Comune | ||
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La cittadina è sita sulle pendici del Monte Soratte, massiccio che si trova completamente nel territorio comunale. Nel periodo Pliocenico il Soratte era un'isola circondata dal mare ed il monte per secoli è rimasto un riferimento sacrale sia per gli Etruschi, che per i Falìsci, i Capenati e poi ì Romani, che sul monte eressero un tempio pagano in onore di Apollo. Il monte ricopriva anche un ruolo strategico e, dominando tutta la valle del Tevere, fu sicuramente punto di avvistamento e di controllo del territorio. La zona fu quindi popolata dai vari popoli e dopo la sconfitta degli Etruschi, Falisci e Capenati, i Romani presero possesso del territorio, costruendovi varie ville e fattorie, di cui rimangono ancora tracce.
Con l'avvento del Cristianesimo il Soratte mantenne la sua sacralità. Vi trovò rifugio Papa Silvetro per sfuggire alle persecuzioni cristiane ed ospitò numerosi monaci benedettini che vi costruirono gli eremi di S.Antonio, di Santa Lucia, di San Sebastiano e di Santa Romana. Carlomanno, figlio di Pipino il Breve e fratello di Carlo Magno, rinunciò al trono e si fece monaco, ritirandosi per qualche tempo sul monte Soratte. Carlomanno comprò quei territori per farne dono all'ordine dei benedettini e fece anche restaurare il Monastero di San Silvestre e costruire la grande Abbazia di S.Andrea in Flumine (presso Ponzano).
Le prime notizie storiche riguardanti il paese di Sant'Oreste risalgono però al X secolo e sono desumibili dal 'Chronicon' di Benedetto del Soratte che nomina un 'Curtem Sancti Heristi'. Il nome di Sant'Oreste sembrerebbe derivare da Heristo od Edisto, giovane romano che, per essere cristiano, fu martirizzato nel 68 d.C., al tempo di Nerone. A lui venne dedicata una chiesa con campanile romanico nel luogo dove poi sorse il cimitero. Agli inizi del XIV secolo troviamo Sant'Oreste unito ai feudi del Monastero di S. Paolo e poi alla Badia delle Tre Fontane. Nel XVI secolo, i benedettini furono sostituiti da altri ordini monastici, fino all'abbandono del monastero nel corso dell'800.
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Superficie : Kmq. 10,80 | |
| Altitudine : 174 m. | ||
| Abitanti : 1.000 circa | ||
| Prefisso Telefonico : 0765 | ||
| CAP : 00060 | ||
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Il paese, situato su una cresta collinosa a picco sul Tevere, domina gran parte del corso del fiume ed è proprio questa posizione che determinò l'importanza strategica del luogo. Il nome del paese deriva dalla presenza di numerose torri che già dall'VIII secolo costituivano il recinto di un primitivo fortilizio destinato al controllo dell'importante arteria fluviale e commerciale che era il fiume Tevere. La località era già conosciuta all'epoca romana, come dimostrano i resti di una villa in località 'Baldacchini' e i ruderi della zona di 'Celli'.
Le prime fonti storiche risalgono al 747 quando Carlomanno l'acquistò per farne dono ai benedettini di Sant'Andrea in Flumine. Nell'atto di donazione troviamo per la prima volta il nome di 'Turritula'. Il feudo fu poi proprietà dei Savelli, che probabilmente vi costruirono il Castello nel XII secolo. Nel XV secolo appartenne agli Orsini per passare poi a diverse famiglie nobili. Ricordiamo in particolare il Marchese De Gregorio che restaurò il palazzo baronale e realizzò la strada che dal paese conduce fino al Tevere. L'ultimo proprietario del castello fu il Principe Alessandro Torlonia.