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COMUNI DELLA ZONA TIBURTINA-SUBLACENSE

Comune di AFFILE

Superficie : Kmq. 15,03
Altitudine :  684 m.
Abitanti  :  1.700 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00021
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 76 Km.

Affile  è  un  paesino  del  Pre-Appennino  laziale,  in  prossimità  del parco  dei  monti  Simbruini.  Il centro si trovava al confine del territorio degli Ernici con quello degli Equi e la sua esistenza come centro preromano sembra comprovato da un breve tratto di muro in opera poligonale.  Oltre  al  muro  ci  sono  anche  altre  vestigia  latine  ed  italiche ed una cisterna romana.  Nel II secolo d.C., l'oppidum Afile viene citato dallo scrittore latino Sesto Giulio Frontino, riportandolo come un territorio diviso in centurie  affidate  a privati.  Nei  pressi  del  paese passava la via Sublacense. Nel X secolo sorse un villaggio in corrispondenza  dell'oppidum  romano,  dove  si trovava già la chiesa di San Pietro.  La prima menzione del castello o castrum di Affile, risale al 1084 quando era in possesso di Ildemondo di Affile.  Nel  1109  papa  Pasquale II  cedette il castello al monastero di Santa Scolastica  a  Subiaco.  In seguito Ildemondo riottenne in feudo il possesso di Affile.  Il castello fu in seguito possedimento degli Altieri e dei Braschi

Comune di AGOSTA

Superficie : Kmq. 9,48
Altitudine :  382 m.
Abitanti  :  1.700 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 64 Km.

Il comune  di  Agosta  fa  parte  della  Comunità  Montana  dell'Aniene  ed  è  situato  nell'alta  Val d'Aniene, sui  Monti Simbruini.  Il  paese sorge su una collina di roccia calcarea e si estende fino alla pianura sottostante, dove scorre  il fiume Aniene.  Intorno al  II  o  III secolo d.C. nel luogo  era sorto solo  un  piccolo villaggio  usato  dalle  maestranze  addette  alla costruzione degli acquedotti che portavano acqua a Roma. Prima dell'occupazione romana, nella zona vi erano  stati stanziamenti di popolazioni italiche ed anche di  Latini.  Nel 304  a.C.,  dopo  la  sottomissione  del popolo degli Equi, che viveva lungo le vallate del fiume Aniene e per tre secoli aveva combattuto contro Roma,  i Romani inviarono nella valle la Tribus Aniensis, affinché colonizzasse e 'romanizzasse' la zona.

Nel V secolo d.C., con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, gli acquedotti caddero in rovina e la zona fu facile preda delle popolazioni barbare. Per molti anni il territorio rimase nell'abbandono totale, fino a quando i monaci Benedettini ne assunsero la guida sia civile che religiosa. Le gente abbandonò le campagne e nel VII secolo iniziò ad arroccarsi sui cucuzzoli dei monti per resistere meglio agli attacchi dei nemici,  dando  così vita  a  centri  abitati.  Nel  1051  fu  costruito il castello di Agosta, che prendeva il nome  dall'Acqua Augusta  e  dal  Monte  Augusta.  Nella  zona  vi  furono  a  lungo  lotte  tra  l'Abate  di Subiaco ed il signorotto del luogo, tale Filippo, che chiese addirittura l'aiuto di Federico Barbarossa.

Nel XV secolo il Papa tolse il potere temporale all'Abate di Subiaco e l'Abbazia di Subiaco con i suoi possedimenti, tra cui anche il Castello di Agosta,  furono  presi  in carica  da  un  Abate  Commendatario.  Nel  1492  la  Commenda di Subiaco fu affidata al cardinale Giovanni Colonna.  Poi nel corso degli anni la  Commenda passò  di cardinale in cardinale fino a quando il 21 marzo 1915 il pontefice Benedetto XV soppresse definitivamente la Commenda.

Comune di ANTICOLI CORRADO

Superficie : Kmq. 16,29
Altitudine :  508 m.
Abitanti  :  900 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00022
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 59 Km.

Il paese di Anticoli è posto su uno sperone roccioso, sulle pendici settentrionali dei monti Ruffi che dominano la Valle dell'Aniene. Nasce come 'castellum' cioè come un villaggio fortificato, quando le popolazioni, dopo la fine dell'Impero Romano,  si  spostarono  sui  monti  e  sui  colli  che  offrivano  maggiori  possibilità  di  difesa.  Varie  sono le ipotesi sull'origine del nome Anticoli. La prima è che derivi da anti-quos, ossia 'che sta davanti' oppure da ante colles ( avanti ai colli), poi diventato anticulo.  Altra  ipotesi  è  che  il  nome   risalga al termine Antikuis trovato su un'iscrizione greca databile intorno al VII-VIII sec. Ulteriore ipotesi e che sia ricollegabile alla famiglia degli  Antiochia,  che  ne fu proprietaria fino al 1430.

Fu proprio la famiglia Antiochia ad aggiungere al nome del paese l'appellativo di Corrado,  in onore a Corrado di Antiochia,  che fu uno dei nipoti dell'imperatore Federico II di Svevia. Alla morte di suo padre Federico di Antiochia (figlio di Federico II) nel 1256, Corrado ne ereditò anche il feudo di Anticoli.  Tra le famiglie che si sono avvicendate come  proprietarie  del  feudo  ricordiamo i Colonna, gli Sciarra, i Massimo ed i Barberini.

Comune di ARCINAZZO ROMANO

Superficie : Kmq. 28,27
Altitudine :  831 m.
Abitanti  :  1.400 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00022
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 78 Km.

Arcinazzo ha un clima salubre e mite, come ben sapevano i romani che ne fecero un luogo di villeggiatura.  Da poco più di un secolo il paese ha assunto il nome di Arcinazzo Romano.  Prima del 1892 si chiamava Ponza e tutt'oggi gli stessi abitanti e le popolazioni vicine continuano a chiamarlo Ponza. Ci sono due teorie sull'origine del nome Ponza; alcuni lo fanno risalire al nome della famiglia 'Ponzia' che in età romana era proprietaria di vasti possedimenti nella zona; altri lo legano agli esuli dell'isola di Ponza, occupata dai Saraceni nel IX secolo, che trovarono rifugio in queste terre.  Nel  1872  quando Ponza  passò a far parte del Regno d'Italia sorse il problema dell'omonimia con l'isola di Ponza ed al paese fu assegnato il nome di Arcinazzo.  Il nome  deriverebbe  da  Narzio, patrizio di Subiaco vissuto nel IV secolo, che lasciò alla Chiesa i propri poderi e la Rocca (Arce).  Una  diversa  ipotesi  fa  risalire  il  nome ad una concubina di Claudio, chiamata Arcinia, che qui possedeva una villa.

Le prime notizie storiche di Ponza risalgono all'anno  720  d.C.  e  riportano  la  vendita  della  massa  ponzana alla diaconia di Subiaco. Nel 1087 un certo Ildemondo occupò con  la  forza  Ponza  e  Affile e per molti anni guerreggiò con sorti alterne contro l'Abate di Subiaco,  che  voleva  riportare  quei  territori sotto  il dominio dell'Abbazia.  Nel  1176  sia  Ponza  ed  Affile  tornarono definitivamente in possesso dell'abbazia sublacense. Nei secoli seguenti si avvicendarono numerose ribellioni contro i papi e gli abati commendatari fino al 1735,  quando  il  territorio  passò  direttamente sotto il controllo dell'amministrazione dello stato Pontificio.

Comune di ARSOLI

Superficie : Kmq. 12,13
Altitudine :  470 m.
Abitanti  :  1.500 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00023
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 60 Km.

Il centro storico situato nella  valle  dell'Aniene  appartenne  prima  agli   Equi  e  successivamente  ai  Romani,  che  vi realizzarono l'acquedotto Marcio e più di qualche villa rustica (vari sono i ritrovamenti d'epoca romana del II sec. a.C. ). San Benedetto vi costruì uno dei suoi dodici monasteri,  quello  di Sant'Andrea,  e insieme  ai suoi monaci  propose la bonifica della valle.  Il paese nacque intorno all'anno mille (997) e conserva tutt'ora pressoché intatto il centro   storico medioevale e le antiche viuzze. Dal X al XIII secolo fu possedimento dei Passamonti per passare poi ai Zambeccari. Il castello di Arsoli fu edificato nel X secolo come convento fortificato dei Benedettini di Subiaco e  nel 1574 diventò proprietà  della famiglia dei Principi Massimo, che comprò il feudo dalla famiglia Zambeccari.  La  famiglia Massimo,  che vanta la  discendenza da Quinto Fabio Massimo ( il 'Temporeggiatore' delle Guerre Puniche ),  ed in particolare Fabrizio Massimo fece vivere  al paese un periodo di splendore restaurando le strutture esistenti e costruendone di nuove. Il castello appartiene tuttora alla famiglia dei principi Massimo.

Comune di BELLEGRA

Superficie : Kmq. 18,77
Altitudine :  815 m.
Abitanti  :  3.000 circa
Prefisso Telefonico : 06
CAP : 00030
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 66 Km.

Bellegra si erge nel Lazio centrale tra la valle del fiume Aniene,  affluente del Tevere e quella  del  fiume Sacco.  Nella zona esistono  testimonianze  storiche  di  diverse epoche; esistono infatti reperti preistorici e neolitici,  testimonianze delle origini del primo nucleo abitato,  che  allora  prendeva  il  nome di Vitellia, risalente al VI secolo a.C. e resti di un tempio dedicato alla dea Bona,  caratterizzato  da poderose mura quadrate che costeggiano in più punti il paese.  Del periodo  romano  rimangono  ambienti  e  costruzioni in  opus  cementicium.  Prima  dell'arrivo  dei  Romani  vi  erano insediamenti di Equi e di Ernici.  Nel  Medio  Evo  la  troviamo menzionata nel  Regestum Sublacense  come  Mons Civitella, poi Civitella San Sisto dal nome del Santo protettore.  Il nome  Civitella era originato dal latino  Civitas Vitellia,  con  riferiemento alla vecchia città preromana. Nel 1880 il consiglio comunale decise di cambiarne il nome in Bellegra nella convinzione che il paese fosse stato costruito su un  antico borgo  medioevale chiamato Belecre.  Tale  nome  potrebbe  derivare  dal  latino  bella aegra, guerra cruente o bella agere, ossia far guerre.

Comune di CAMERATA NUOVA

Superficie : Kmq. 40,19
Altitudine :  810 m.
Abitanti  :  500 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 74 Km.

Camerata Nuova è un grazioso paesino del Parco regionale dei  Monti Simbruini  ai confini con l'Abruzzo.  La maggior parte del territorio è montuoso con cime che si innalzano dai  1.200 metri  di  Camerata Vecchia  fino  a  raggiungere i 1885 metri di Monte Autore. Il paese sorse nel 1859 a pochi chilometri da Camerata Vecchia,  arroccata  su  una  rupe calcarea a 400 metri più in alto. L'antico paese, che sorgeva sulla sommità di un promontorio roccioso, fu distrutto da un incendio nel  1.850  ed  i  superstiti  ricostruirono  il  nuovo  paese  più  a  valle.  L'origine di Camerata Vecchia è da collocarsi probabilmente nel  X° secolo in seguito al fenomeno  dell'arroccamento  della  popolazione  delle zone circostanti nei centri fortificati e meno accessibili. Il nome Camerata appare per la prima volta nel Regesto Sublacense nell'anno 1060,  in un documento riguardante la donazione della Rocca di Camerata da parte  del  Conte dei Marsi Rainaldo  di  Carsoli all'Abbazia di Subiaco.  Tra  il  XVII°  e  il  XIX° secolo il paese, che si trovava proprio nel punto di frontiera tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie,  fu  rifugio  di  bande  di  briganti  e  di  personaggi  di  famiglie  nobili  di Roma che vi trovavano. Il nome di Camerata sembra avere origine dalla natura del vecchio paese, costituito da abitazioni parzialmente scavate nella roccia (camerae).

Comune di CANTERANO

Superficie : Kmq. 7,32
Altitudine :  602 m.
Abitanti  :  400 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 62 Km.

Il paese sorge su una collina a ridosso del Monte Rufo,  per  gli  abitanti  conosciuto  più familiarmente con il nome di Morritana. S'affaccia da un lato sulla conca percorsa dall'Aniene,  dove  la  vista  spazia  dalla  gola  su  cui si ergono i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica,  via  via  al  monte  Livata,  al  paese  sottostante di Subiaco e poi a quello in alto di Cervara fin verso la piana di Arsoli. La presenza umana nel luogo è antichissima. Ne fanno fede sette asce di bronzo trovate nelle vicinanze del paese.  I  primi  abitanti  eressero,  probabilmente  a  scopo  difensivo, delle mura poligonali i cui resti si trovano nei pressi dell'attuale cimitero.  La  zona  fu  abitata dagli Equi, popolazione che combatté a lungo contro Roma prima di essere sottomessa alla fine del  IV secolo a.C. Le uniche testimonianze del dominio romano sono due epigrafi, oggi inserite nella facciata dell'edificio comunale.

Il nome Canterano ha origini incerte. Alcuni ritengono che il nome derivi dal suo fondatore, Giovanni Di Camorrano, ma una ipotesi forse più probabile è che derivi dalla gente cantoria, cantori di chiesa a cui era stato affidato il dominio della cittadina.

Il nome di  Cantorano o  Cantorunu o anche Cantoranum appare in alcuni documenti del Monastero sublacense da cui risultava proprietà dell'Abbazia di Subiaco a volte citato come monte a volte come fondum ed infine come castellum.  Tra l'XI e il XII secolo l' Abbazia  aveva raggiunto il suo massimo  splendore  possedendo  un  vasto  territorio  comprendente  tutti  i  centri  della  valle dell'Aniene.  Quando gli Abati eletti,  che guidavano l'Abbazia,  cominciarono  ad  esagerare  con atti di guerra, soprusi e tirannia, Papa Callisto III, nel 1455, tolse loro il potere nominando un Abate Commendatario,  cioè  un abate esterno al monastero, che il più delle volte era un cardinale.  Tra questi vi fu anche il cardinale Rodrigo Borgia,  il futuro Alessandro IV,  che  usò   la Rocca di Canterano per le sue dissolutezze.  Gli  abati  sublacensi  governarono  il paese fino al 1753 quando passò alla Congregazione del Buon Governo. Dopo il 1870, Canterano divenne poi uno dei tanti comuni italiani.

Comune di CAPRANICA PRENESTINA

Superficie : Kmq. 20,20
Altitudine :  915 m.
Abitanti  :  350 circa
Prefisso Telefonico : 06
CAP : 00030
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 62 Km.

Paese montano arroccato sul punto più alto dei Monti Prenestini. Il primo agglomerato da cui ebbe origine Capranica Prenestina sorse presumibilmente sul finire del  X  secolo e si consolidò in forma organizzata quando papa Giovanni XIII concesse in enfiteusi alla sorella Stefania le regioni di Preneste,  a  patto che vi si introducessero miglioramenti e vi si erigessero fortificazioni contro gli Ungheri e i Saraceni.  Cominciarono così a sorgere le prime torri e fortificazioni. Sotto  il  pontificato  di  Onorio II ( 1124 - 1130 ) divenne  feudo  della  famiglia  Colonna,  subendo per lungo tempo le ripercussioni delle storiche contese fra la nobile casata e la Santa Sede.

La prima citazione storica del paese si riscontra in un documento del 1252,  in  un  atto  riguardante  la  divisione  dei  feudi tra i Colonna, secondo il quale Capranica veniva assegnata ad Oddone Colonna. Nel 1298 Papa Bonifacio VIII sconfisse i Colonna, privandoli dei loro beni ed ordinò la distruzione del paese e dei feudi limitrofi. Dopo la morte di Bonifacio VIII i Colonna risorsero ed addirittura un esponente della famiglia diventò Papa Martino V,  che  cominciò  ad  arricchire,  abbellire  ed  ingrandire  i feudi colonnesi, tra cui anche quello di Capranica.  Nel 1492 Capranica passò sotto il dominio dei Borgia per poi ritornare ai Colonna durante il pontificato di Giulio II.  Nel  secolo  successivo  il  feudo  venne  venduto  ai  Massimo  che  lo  cedettero  a loro volta ai Capranica, finché nel 1654 ne divenne proprietario Carlo Barberini, fratello di papa Urbano VIII.  Nel 1870  la  famiglia Barberini rinunciò ai diritti feudali concedendoli in enfiteusi perpetua al Comune di Capranica Prenestina.

Comune di CASAPE

Superficie : Kmq. 5,33
Altitudine :  475 m.
Abitanti  :  800 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00010
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 49 Km.

La zona in cui sorge il comune di Casape era abitata fin dal tempo degli antichi Romani. Sul suo territorio si ergeva un tempo la villa di  Gneo Domizio Corbuolone,  generale  romano  vissuto  nel  I  secolo  d.C. e cugino dell'imperatore Nerone. Successivamente,  presso  i  ruderi  della  villa  sorse un piccolo centro agricolo che prese il nome di Casa Corbuli. I primi documenti su Casa Corbuli  risalgono   al 992  in  un  atto di donazione. Il piccolo centro agricolo diventò poi un borgo fortificato con la costruzione di un castello.  Fu  a  lungo  feudo  dei  frati  del  Monastero  di San Gregorio fino a quando il papato cedette il feudo alla famiglia Colonna, che in concorrenza con gli Orsini dominava in quel periodo il Lazio.

Parecchie famiglie nobili  si  avvicendarono  nella  proprietà  di  Casa Corbuli tra cui ricordiamo gli Orsini,  i Borgia,  i Leonini,  i Santacroce, i Barberini, i principi Brancaccio ed altri.  Fu venduta di nuovo nella seconda metà del XVII secolo ai Barberini,  che dopo poco tempo la cedettero ai Pio di Savoia. Da allora Casa Corbuli fu chiamata Casa dei Pio da cui  Casapio e poi Casape. Altri attribuiscono il nome di Casape  allo  stemma  della famiglia Barberini raffigurante tre api, da cui Casa Api e Casape.  Nel 1818 cessarono i diritti feudali e furono stabiliti gli Statuti del comune.

Comune di CASTEL MADAMA

Superficie : Kmq. 28,46
Altitudine :  428 m.
Abitanti  :  6.700 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00024
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 41 Km.

Il paese sorge sulla riva sinistra dell'Aniene in posizione panoramica.  Le  origini  dell'abitato  sono  molto antiche è la sua fondazione si deve a popolo degli Equi.  In origine il centro si chiamava  Emputum  o  Empolum.  Con  la  sconfitta degli  Equi  e  l'arrivo  dei  Romani,   l'insediamento  divenne  proprietà  delle  famiglie  romane  degli  Anici  e   poi  dei Crescenzi. Successivamente fu donato ai Monaci benedettini che ne mantennero il possesso fino a quando i Tiburtini non lo distrussero nel corso della guerra tra Tivoli e l'Abate di Subiaco. I superstiti,  si spostarono sul vicino colle,  e vi fondarono una nuova comunità che chiamarono castrum Sancti Angeli.

Notizie certe sul luogo si cominciano ad avere verso la metà del Mille,  data in cui risulta appartenere ai monaci sublacensi.  Nel XIII secolo il territorio fu concesso da  Papa Celestino II  agli Orsini,  che  ne  mantennero  la  proprietà  fino  al  1.520  quando  fu ereditato dalla famiglia dei Medici.  Nel  1.538  Margherita  d'Austria,  figlia  dell'Imperatore  Carlo  V  e  vedova  di Alessandro de' Medici, ereditò dal defunto marito il possesso del paese,  che  mutò  il  suo  nome  in  Castrum  Sancti  Angeli  et Madamae. Alla morte  di  Margherita  d'Austria  i  suoi beni,  incluso  Castel  Madama,  passarono  ai  Farnese,  poi  nel  1.636  furono  ceduti  al Marchese  Alessandro  Pallavicino   e  successivamente  al  marchese  Tiberi,  parente  dei  Pallavicino.   Nel 1.850  i  castellani, supportati  da  Papa  Gregorio  XVI  si ribellarono ai Tiberi,  che furono  costretti  a  rinunciare  al  feudo  ed  il  comune  di  Castel Madama acquistò così la sua indipendenza.

Comune di CERRETO LAZIALE

Superficie : Kmq. 11,77
Altitudine :  520 m.
Abitanti  :  1.100 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 52 Km.

Cerreto Laziale è un paesino della valle del Giovenzano. Si erge su una collina alle pendici dei Monti Ruffi,  tra campi, boschi, castagni e querce.  Il  territorio  fu  abitato fin dall'antichità come ci testimoniano le mura poligonali in contrada Fonte Farolfa e Arnale.  Nel V secolo a.C. era territorio degli Equi e dopo la loro sconfitta divenne dominio romano fino alle invasioni barbariche.  Nei  secoli  che  seguirono  i  territori  della  valle  di  Giovenzano  vennero  accorpati  in una Colonia   chiamata  Massa  Giovenzana,   amministrata   prima   da  un  Governatore  e  poi   dal  Monastero  di  Santa Scolastica. Intorno all'anno Mille,  i  monaci  Benedettini  eressero  sulla  collina  di  Cerreto un piccolo luogo fortificato attorno al quale si è poi sviluppato il paese.  Nel  1.300  i  Cerretani  vi  costruirono  una  vera  e  propria  fortezza  di cui restano numerose testimonianze. Fu proprio in questo castello che gli abitanti si rifugiarono nel 1592 per resistere all'assedio dei briganti di Marco Sciarra.

Secondo alcuni il nome del paese si riferisce al Monte Cerretum nei pressi del quale è situato il paese. Secondo altri deriva dal latino cerrus, ossia cerro (albero simile alla quercia) con l'aggiunta del suffisso collettivo -etum che indica abbondanza.

Comune di CERVARA DI ROMA

Superficie : Kmq. 31,63
Altitudine :  1.053 m.
Abitanti  :  500 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 72 Km.

Cervara  è  un  piccolo  borgo  medioevale  immerso  nelle pendici dei monti Simbruini da cui si può ammirare la valle dell'Aniene. Non molto sappiamo del periodo preistorico di cui ci sono pervenuti solo pochi reperti databili all'età della pietra ed all'inizio dell'età del bronzo.  Il  territorio  del  comune di Cervara va storicamente inquadrato come tutti gli altri territori della Valle dell'Aniene.  La  zona  fu  inizialmente abitata dai Latini, soppiantati da Ernici, Volsci ed Equi. Questi ultimi  erano  i  più  bellicosi  e  si  imposero  più  degli  altri.   Queste  popolazioni,  pur  se  coalizzate   dovettero   però soccombere  alla  potenza  di   Roma, che  nel  296  a.C.  inviò la  Tribus Aniensis  per  popolare e colonizzare la zona. Di questo periodo è la realizzazione della  via  Tiburtina Valeria  e  di  ben  quattro  acquedotti  che  portavano acqua a Roma. Nella  valle si diffuse poi il monachesimo dei benedettini che governarono a lungo nella zona.

La località faceva parte delle terre che nel IX secolo il duca e console Cesario donò al monastero di Santa Scolastica a Subiaco, tra   cui   era   compreso   anche  un  monte  menzionato  come Mons  Cervaria,   nome  dovuto  probabilmente  ai  cervi  che  vi pascolavano. Fra il 1115 e il 1121 i benedettini vi costruirono una rocca per difendersi dalle scorribande dei Saraceni. In questa rocca si rifugiò il monaco scismatico Pelagio da Jenne che,  dopo  la  fuga  del  legittimo  abate  Enrico, si appropriò della rocca nominandosi abate e tiranneggiando la valle.  Pelagio  assalì  perfino  il  monastero  di Santa Scolastica facendo prigionieri vari monaci. Nella rocca riuscì a resistere quattro anni, poi nel 1276, dopo due mesi di assedio, fu sopraffatto dall'esercito pontificio. La rocca fu riedificata nel 1508 per opera di Pompeo Colonna, abate di Subiaco e vescovo di Rieti, che vi si era ritirato a vivere. 

I  secoli  successivi  non  registrano avvenimenti particolari,  se  non  la  progressiva  decadenza  e  perdita  di  importanza  della fortezza. Tra i vari proprietari,  passò nelle mani Guglielmo di Borgogna, dei Tìburtini, dell'abate francese Ademaro, di Tommaso da Celano.  Va anche menzionato che nel 1.592 Cervara fu assalita dal brigante  Marco Sciarra.  Nel 1.753,  per  volontà  di Papa Benedetto XIV, passò alla Congregazione del Buon Governo  e con l'Unità d'Italia divenne comune autonomo.

Comune di CICILIANO

Superficie : Kmq. 19,03
Altitudine :  619 m.
Abitanti  :  1.200 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 48 Km.

Ciciliano è situato su un colle tra il Guadagnolo e il Serrone di Saracinesco, dal quale domina ben tre valli ai piedi dei monti Tiburtini e Prenestini.  La  zona  era  popolata  fin  dai  tempi  preistorici  per  la  presenza  di  corsi  d'acqua  e di selvaggina, in particolare di cervi. Le genti Appenniniche nei loro percorsi di transumanza ne fecero un luogo di sosta e vi sorse il piccolo centro di Trebula ( chiamato poi  Trebula Suffenas per distinguerla da altre Trebule ),  che  diventò un crocevia per le rotte della transumanza e per i collegamenti con i centri vicini ( Tibur e Praeneste in primo luogo ).  I Suffenates, una popolazione degli Equi, occuparono tutto il territorio ad est di Tivoli. Durante la guerra tra Equi e Romani Trebula divenne un caposaldo romano e con la vittoria dei Romani  fu  eletta  a 'municipio romano' ed aveva sotto di se un vasto territorio ( ager Trebulanus ).  Trebula  si arricchì notevolmente e divenne  un  centro  importante;  nel  suo  foro  furono  erette  statue  per magistrati benemeriti e imperatori.

Quando nel V sec. iniziarono le invasioni barbariche,  i  Trebulani  furono  costretti  a  fortificarsi  e  salirono  sul  vicino colle detto Caecilianum perché possesso dei Caecilii. Sull'origine del toponimo Ciciliano gli studiosi sono discordi in quanto esiste anche l'ipotesi che il nome derivi da un oppidum che si trovava sul  colle c hiamato  Sicilon  o  Siciletum,  ostruito  dall'antica  gente  dei siculi.

Nel  IX  secolo la zona subì numerosi   e  continui saccheggi  da  parte  dei  Saraceni  fino  alla  distruzione  del  centro  di  cui  si salvarono solo le mura poligonali. A causa della sua posizione strategica Ciciliano fu conteso fra l'abbazia di Subiaco e di Tivoli ed  alla   fine  prevalsero  i  monaci  benedettini  del  monastero  sublacense   che   prontamente  la  ricostruirono  nel  X s ecolo posizionando il nuovo paese più in basso.  Dopo  il  predominio  dell'Abbazia di Subiaco, il feudo di Ciciliano passò alla potente famiglia dei Colonna, che la governò per 190 anni, fino al 1563, quando fu acquistato dai Massimo. Va citato che nel 1541 papa Paolo III  fece  abbattere  le  mura  di  Ciciliano  perché gli abitanti non avevano pagato la gabella su sale e focatico.  Nel 1.572 i Massimo  rivendettero  il  feudo  a  Mons. Girolamo  Theodoli  per  30.000  scudi  romani.  La  famiglia  Theodoli,  che  ancora  è proprietaria del castello,  mantenne  i  diritti  feudali fino al 1.816. Ai Theodoli si deve la trasformazione del fortilizio originario nel castello attuale.

Comune di CINETO ROMANO

Superficie : Kmq. 10,54
Altitudine :  519 m.
Abitanti  :  650 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 55 Km.

Cineto Romano è un piccolo paese situato tra le vallate dell'Aniene e del suo affluente Ferrata. L'abitato si compone della parte antica del paese, tutta arroccata intorno al Castello degli Orsini e da una parte nuova e residenziale.  I primi abitanti di questi territori furono gli Equi,  che  resistettero  per  circa  due  secoli alle mire espansionistiche dei Romani.  La  sua primitiva denominazione fu Lamne o Ferrata, ciò è comprovato dalle antiche mappe e dalla Tabula Peutingeriana, che al   XXXIII° miglio della Via Tiburtina Valeria riportava una stazione chiamata appunto Statio ad Lamnas o Ferrata,  così detta per una fonte ferruginosa.  Lo  stesso  nome  degli  Equi  deriverebbe  da  aquae  per  l'abbondanza  delle  acque  nel  loro territorio.

Con l'occupazione romana della zona, Ferrata diventò centro  di  passaggio  e  di  commercio  sulla  Via Valeria, grazie anche ai traffici dovuti alla costruzione degli acquedotti. Nel 332 a.C., Roma istituì sul colle Peschiero la tribù di Scaptia,  città secondaria ed antica di cui si hanno poche memorie.

Con la caduta dell'impero e le invasioni barbariche,  la  zona   passò con  il  ducato  romano sotto  i Longobardi e nel secolo VIII divenne  patrimonio  di  San  Pietro.   Nel  X  sec. per  difendersi  dagli attacchi  di  Ungari  e  Saraceni  si  iniziarono  a  costruire fortificazioni e nel secolo successivo la nobiltà stessa per difendere meglio i propri possedimenti edificò  tre  castelli.  Di  due  di loro sono rimaste solo rovine, il terzo, chiamato  Scarpa Feudale,  fu  voluto  dal  conte  Giovanni  de  Marso  della  gens  romana Marcia. Il nome Scarpa, che diventò anche il nome di una famiglia potrebbe derivare dall'antica tribù Scaptia.  Il  castello  Scarpa fu ceduto nel XIII secolo agli Orsini e nel XVII secolo passò ai Borghese.   In  epoca  tardo  medievale intorno al castello si formò un  borgo  che  assunse  lo  stesso nome del castello.  Solo  in  epoca  recente  il  nome  è  stato  cambiato  in  Cineto  Romano ispirandosi alla figura dei due cani che comparivano sullo stemma del territorio durante il periodo fascista.

Comune di GERANO

Superficie : Kmq. 10,09
Altitudine :  502 m.
Abitanti  :  1.200 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00025
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 53 Km.

Il paese si estende su un colle tufaceo prospiciente alla pianura percorsa dal fiume Giovenzano, affluente dell'Aniene. L'origine storica di Gerano s'intreccia con quella più antica della valle del  Giovenzano,  terra  abitata  dai  Latini,  dagli Equi ed in parte dai Sabini. Come già descritto nella storia di Ciciliano,  che si trova vicino al comune di Gerano, nella zona sorse, intorno al  III  secolo a.C.,  il centro di Trebuba Suffenas ( i Suffenates erano una popolazione degli Equi ), che  diventò un importante  crocevia  per  le  rotte  della  transumanza  e  per i collegamenti con i centri vicini di Tibur e Praeneste. Dopo la vittoria dei Romani  sugli  Equi,  Trebula  diventò  'municipio romano'  con giurisdizione su un vasto territorio (ager Trebulanus)  e prosperò fino al IV secolo d.C.

Nel  V  secolo,  con  l'inizio  delle  scorribande  barbariche  e  la  decadenza  dell'impero  romano,  il   paese di  Trebula  entrò  in decadenza e fu abbandonato. Parte della popolazione si trasferì nel Vico Trellanum e tra il  IX  e  il X sempre alla scelta di luoghi più  protetti  e   meno   accessibili   si  insediò   sul   vicino   monte  Geranum.   Nel  posto  fu  costruito  un  castello,  che  fu  ben  presto conteso tra il Vescovo di Tivoli,  l'Abate  di  Subiaco   e  i monaci di San Cosimato. I geranesi seppero abilmente sfruttare queste rivalità, ottenendo la loro emancipazione e libera conduzione dei terreni già nel 978. Gerano continuerà anche nei secoli successivi  ad  essere  contesa  dai feudatari  tiburtini  e  dagli  abati  sublacensi,  fino  a  quando  affermerà  finalmente  la  sua autonomia come comune indipendente.

Comune di GUIDONIA MONTECELIO

Superficie : Kmq. 79,06
Altitudine :  105 m.
Abitanti  :  71.500 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00012
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 20 Km.

Guidonia-Montecelio è un comune nato nel 1937 dalla fusione delle due cittadine di Guidonia e Montecelio, situate a 5 km di distanza.  Guidonia  nacque  nel  1935  per  dare alloggio al personale del vicino aeroporto militare e prese il nome da Alessandro Guidoni, generale dell'Aeronautica,  perito  tragicamente  il 27 aprile 1928 precipitando durante una prova di lancio con il paracadute.  Montecelio  in  origine  si  chiamava  Monticelli  ed  il  suo nome derivava molto probabilmente da Mons Celii,  in onore della gens Caelia che,  secondo storici locali,  possedeva una villa nella zona. Dopo l'unità d'Italia,  a causa dell'omonimia con altre località,  fu scelto il nuovo nome di Montecelio.  Il territorio  di Montecelio è tradizionalmente indicato in quello dove sorgeva l'antica città latina di Corniculum.

La sua storia è legata ai miti dell'antica storia di Roma. La città di Corniculum venne conquistata e distrutta da Tarquinio Prisco, uno dei sette re di Roma.  Un  certa Ocrisia fu catturata e fatta schiava in questa occasione e condotta a Roma.  Ocrisia  visse  a corte e secondo la leggenda fu messa incinta da un dio e generò Servio Tullio, che diventò il successivo re di Roma.

Durante l'età romana sulle pendici dei colli sorsero varie  ville  rustiche e sulla vetta più elevata venne edificato un tempietto. Nel 973 Monticelli fece parte dei possedimenti  dell'Abbazia  di  Tivoli  ed è intorno a quella data che si fa risalire la costruzione della Rocca da parte dei Crescenzi. Le invasioni dei Normanni costrinsero la popolazione a rifugiarsi presso la rocca,  intorno alle cui mura di cinta furono costruite le prime abitazioni.  Nacque  così  Castrum Monticellorum,  che  per  la  sua posizione strategica, a difesa di Roma verso l'Abruzzo,  fu  conteso  da  varie  famiglie nobili.  Nei  secoli  successivi  il  feudo passò sotto il dominio dei Capocci, degli  Orsini,  degli Anguillara,  per divenire nel  1445  presidio  della  Chiesa  sotto  i  Cardinali  Governatori.  Nel  1550 Monticelli fu acquistato dai Cesi e nel secolo seguente dai Borghese.

Comune di JENNE

Superficie : Kmq. 31,52
Altitudine :  834 m.
Abitanti  :  500 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 82 Km.

Il piccolo centro di Jenne è situato sulle pendici del Monte Pratiglio, sede nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.  Il nome Jenne ( detto  anche  Gheanna  e  Ghenne ) deriva,  secondo alcuni,  da 'inferno'  tanto  che  ancora oggi si può ricondurre al nome delle belle grotte dell'Inferniglio.  Data  la  mancanza  di reperti archeologici, per Jenne non si può parlare di insediamento pre-romano,  ma  solo  di  un  centro  d'interesse per attività di caccia e la pesca. Le origini di Jenne si pensa possano  risalire  al  periodo  dell'incastellamento  della  Valle  dell'Aniene.  Le  prime  notizie certe si hanno nel 1052, quando Jenne o meglio il castrum Jennarorum viene menzionato tra le proprietà dell'Abbazia di Subiaco.

Il castello di Jenne, posto a dominio di tutta la valle dell'Alto Aniene, fu oggetto di contesa fra esponenti della famiglia Conti di Tuscolo ed il monastero di Santa Scolastica. Jenne fu conquistata nel 1079 circa da Ildemondo della famiglia dei Conti di Tuscolo insieme ad Arcinazzo e Affile. L'Abate Giovanni riconquistò Jenne per concederla in feudo nel 1113 al Vescovo di Alatri che a sua volta la diede agli "Nomines di Trevi", per passare di nuovo di proprietà dell'Abbazia. Nel 1176 Filippo di Marano diventò il primo signore di Jenne; dalla sua famiglia emerse Rinaldo II, che diventò Papa Alessandro IV.

Alla morte di Papa Alessandro IV, le proprietà di Jenne  passarono  in  eredità  a  Rinaldo III,  i  cui  figli le cedettero al Cardinale Francesco Caetani,  finché  nel  1639  Papa Umberto VIII Barberini concesse  "in perpetuo" la proprietà del paese all' Abbazia di Santa Scolastica.  Sotto il pontificato di Benedetto  XIV  il  governo del luogo fu assunto direttamente dalla Sacra Congregazione del Buon Governo con sede a Roma.

Comune di LICENZA

Superficie : Kmq. 17,66
Altitudine :  475 m.
Abitanti  :  950 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00026
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 54 Km.

Licenza è situata nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.  In  età  romana si chiamava Digentia dal nome del fiume che le scorreva ai piedi; e per corruzione di linguaggio fu chiamata successivamente Licenza.  Mecenate vi fece costruire una villa per il poeta Quinto Orazio Flacco,  di  cui  rimangono ancora  le rovine.  Nel 1191 fu donata da Papa Celestino III agli Orsini  e  subì  nel  Pontificato  di  Alessandro  VI  le vicende dei feudi degli Orsini.  Nel 1632,  Carlo e Ettore Orsini vendettero due terzi di Licenza al principe M. Antonio Borghese.  Nel  1687  Giulio  Orsini, possessore del terzo rimanente fu autorizzato a riprenderne un terzo dai Borghese dando loro un terzo di Roccagiovine. Nel 1761 Roberto Orsini possessore di due terzi di Licenza li vendette  al  principe  Camillo  Borghese  possessore  dell'altro  terzo,  che  ne  rimase così unico proprietario.

Comune di MANDELA

Superficie : Kmq. 13,26
Altitudine :  487 m.
Abitanti  :  800 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 48 Km.

Situata su un poggio tra il torrente Licenza e il fiume Arrone, in epoca romana venne citata da Orazio come Pagus Mandela. Nell'area circostante Mandela sono state rinvenute testimonianze di insediamenti umani dell'Età del Bronzo. In una lapide risalente al I secolo, dedicata a Valeria Massima, Mandela compare col nome di  Massa Mendelana. Nelle epoche successive il toponimo cambiò diverse volte, prima in Bordella, poi in Bardella: nel 1601, dopo un lungo periodo riguardo al quale non ci sono pervenuti documenti, il feudo è chiamato  Podium del Burdella e figura come proprietà della famiglia Orsini. In seguito alla decadenza economica di questa casata, il feudo fu acquistato da Cesare Palazzolo, poi passò al neo-marchese Francesco Nunez. Nel XIX secolo ne furono proprietari i Prosperi e poi i Del Gallo di Roccagiovine. Nel frattempo il paese aveva ancora mutato nome in Cantalupo Bardella, poi, nel 1870 assunse definitivamente l'appellativo di Mandela.

Comune di MARANO EQUO

Superficie : Kmq. 7,65
Altitudine :  450 m.
Abitanti  :  800 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00020
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 63 Km.

L'origine del nome è controversa.  Tra  le  differenti  teorie  è  da preferirsi quella che fa derivare il nome Marano dalla collina su cui sorge,  anticamente  indicata  come  'Mons Marana',  per  la  presenza  di  abbondanti  acque.  Secondo un'altra  ipotesi  il  nome  deriverebbe  da  Marius  a  cui si aggiunge il suffisso -anus con il successivo passaggio da Marianus distorto poi in Maranus. In origine si chiamava Marano di Subiaco poi Marano di Comarca, dal 1870 Marano degli Equi ed infine Marano Equo.  Il paese è situato su un colle della verdeggiante Valle dell'Aniene,  in tempi  remoti abitato dalla popolazione guerriera degli Equi poi divenuto colonia romana intorno al 400 a.C. I Romani valorizzarono il territorio conquistato con importanti opere pubbliche,  tra  cui  l'acquedotto  dell'Acqua Marcia  ed  anche  altri  acquedotti,  che  portavano l'acqua alla capitale. Dopo la caduta dell'Impero Romano,  tali acquedotti,  già vetusti,  non  resistettero  alla furia dei Barbari ed all'abbandono.

Verso la fine del X sec. Marano divenne "castrum", cioè castello fortificato,  ad  opera  degli  abitanti di  Subiaco e gradualmente intorno al castello crebbe il centro abitato. Nell'XI secolo Marano divenne feudo della famiglia Crescenzi.  Tra i vari proprietari di Marano vanno ricordati i Borgia, i Colonna, i Caffarelli, i Borghesi ed i Barberini.

Comune di MARCELLINA

Superficie : Kmq. 15,27
Altitudine :  285 m.
Abitanti  :  5.700 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00010
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 26 Km.

Marcellina è situata sulle pendici del Monte Morra e del Monte Gennaro,  sul versante  sud-orientale dei Monti Lucretili, zone dove le tracce di frequentazione più antiche risalgono al Paleolitico medio (dai 100.000-80.000 ai 35.000 anni fa). Nella fase precedente alla dominazione romana il territorio era abitato dai Sabini,  popolo  che  concorse  insieme ai Latini ed agli Etruschi alla fondazione di Roma.  Numerosi  sono  i  resti  d'insediamenti  pre-romani  che  si  ritrovano presso le pendici del Monte Gennaro.  I  Romani  popolarono  la  zona  grazie  anche alla vicinanza di strade consolari quali la Salaria, la Tiburtina e la Nomentana. Tra i resti di epoca romana va menzionato un grande complesso di ville a terrazze.

Con la  caduta  dell'impero romano,  la  Sabina, come  tutto  il  territorio  dell'impero,  fu  percorso  dalle  invasioni  barbariche.  I Saraceni si insediarono  stabilmente nella zona a sud-est dell'odierna  Marcellina dove  fondarono  il   Castrum  Saracinischi  (o Castellaccio).  Verso il 1.000 si verificò il cosiddetto fenomeno  dell'incastellamento  e  sulle alture  sorsero  vari "castra" dove le gente trovava protezione. Tra i castra della zona ricordiamo  il Castrum Marcellini ("Castelluccio"), da cui Marcellina originò il suo nome, oggi quasi completamente distrutto, il Castrum di Torrita (ruderi 2 km. S-O),  il Castrum Monti Viridis ed il già menzionato Castrum Saracinischi.

Il Castrum Marcellini era possedimento di un tal Gregorio de Marcellinnis e la zona fu feudo  dei Marcellini per almeno tre secoli. Nel  1218  Papa  Gregorio  VII  ne  trasferì  il possesso all'abbazia di San Paolo fuori le mura.  Alla  fine  del  XIV  secolo  divenne possesso degli Orsini che nel 1558 lo cedettero ai Cesi.  Nel  1678  ai  Cesi  subentrò  il Principe Giovan Battista Borghese. Nel 1827  Marcellina diventò una frazione di S.Polo dei Cavalieri  e  solo  nel  1909  il  paese  trovò  la  sua  piena  indipendenza  con l'elezione a Comune autonomo.

Comune di MONTEFLAVIO

Superficie : Kmq. 17,20
Altitudine :  800 m.
Abitanti  :  1.400 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00010
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 32 Km.

Il comune montano di Monteflavio si colloca nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili,  e  costituisce una porta di accesso al Monte Pellecchia. Il vecchio nucleo abitato, il Castrum Montis Falconis (castello di Montefalco) risale all'incirca al  IX - X  secolo  d.C.  e  con  molta probabilità doveva trattarsi di una struttura difensiva.  L'imponente complesso,  di cui è ben visibile la cinta difensiva,  fu per qualche motivo abbandonato e nel 1422 risultava nella lista delle terre disabitate.

La zona cominciò a ripopolarsi nel 1570 quando il Cardinale Flavio Orsini accettò di ospitarvi i residenti di Marcetelli, tra la valle del Turano e la valle del Salto,  oppressi per le tasse troppo alte dovute alla famiglia Mareri,   proprietaria del feudo.  Il cardinale stipulò con gli abitanti  di Mercetelli un vero e proprio contratto,  di cui rimane ancora traccia,  che  descriveva  quanto  avrebbero dovuto  pagare  i  nuovi  abitanti,  che  si  impegnavano tra l'altro anche a costruire una chiesa.  Inizialmente  sorse un  borgo  di capanne che in seguito vennero trasformate in case.  Il nuovo centro, in onore del cardinale Orsini fu chiamato Monteflavio.

Nel 1644,  il  feudo  fu ceduto dagli Orsini alla famiglia Barberini.  In  questo  periodo  si  verificò  una  seconda  emigrazione  da Marcetelli e le terre del nuovo feudo si arricchirono di nuova forza-lavoro  che  incrementò  la  pastorizia  e  l'artigianato del legno. Successivamente il feudo passò alla famiglia Colonna. Dal 1650 al 1850,  il  commercio  della  neve diventò una delle principali attività del paese di Monteflavio. La neve veniva conservata nelle fresche grotte del circondario e trasportata a Roma, dove veniva impiegata per conservare le cibarie e per la produzione di sorbetti.  Forse  è   per questo motivo che la strada che tuttora collega Palombara Sabina con la via Salaria e che probabilmente faceva parte del vecchio percorso, viene chiamata 'Strada della Neve'.

Comune di MONTORIO ROMANO

Superficie : Kmq. 23,03
Altitudine :  575 m.
Abitanti  :  1.900 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00010
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 30 Km.

Montorio Romano è situato su un verdeggiante colle dei monti Sabini posto fra il Tevere e il  Turano  da cui domina a sud la valle Tiberina e a nord la vallata che giunge fino al monte Terminillo.  Il  suo  nome  deriva da Montem Aureum, antico nome della località,  dovuto  probabilmente alla tonalità  giallo  oro  della  terra  dove  venne  edificato  il  nucleo originario del borgo.  La  citazione  'Fundum  Montem  Aureum'  è  riportato  in  un  documento  dell'anno  857  quando risultava possesso dell'Abbazia di Farfa. Con la denominazione di fundum si indica solitamente una piccola porzione di territorio dove si sono stabiliti gruppi di coloni. Nel corso dell'XI secolo, come accadde in molti altri piccoli centri della Sabina, per difendersi dalle incursioni nemiche, la popolazione fu costretta  a  rifugiarsi  sui  monti  creando  un  piccolo borgo fortificato. Montorio Romano  rimase sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Farfa,  assumendo  lentamente  l'attuale  fisionomia  fino  al  XIV secolo, quando venne acquistato dalla famiglia Savelli. Nel XV secolo il papato sequestrò il fondo ai Savelli e successivamente fu ceduto ai Cesarini, quindi agli Orsini (1569) ed infine ai Berberni (1664).

Comune di MORICONE

Superficie : Kmq. 20,14
Altitudine :  296 m.
Abitanti  :  2.450 circa
Prefisso Telefonico : 0774
CAP : 00010
Agenzia Intesa San Paolo Personal Finance - Monterotondo - 24 Km.

Moricone è situato nel Parco Regionale Naturale dei Monti Lucretili,  alle  pendici  di  Monte Gennaro. L'insediamento umano del territorio è documentato fin dall'età  preistorica  da  resti di antiche mura e di tombe.  Le  sue  origini  sono controverse, ma la teoria più accreditata identifica Moricone con l'antica Regillum, patria della Gens Claudia,  che con Cures ed Eretum era una delle tre città sabine più importanti del periodo pre-romano.  La leggenda vuole che proprio in  queste  zone,  Romolo,  il  mitico  fondatore  di  Roma,  organizzò  il  famoso  ratto  delle  Sabine.   Dopo  la  caduta dell'impero romano, l'invasione dei barbari non risparmiò  la  Sabina  segnando  nel  595 la definitiva scomparsa di Regillum e della vicina Cures.

Un Mons Moresco viene citato come possessore dell' Abbazia di Farfa già nel XII sec., mentre sembra verosimile che il Castello di Moricone sia stato fondato successivamente. Da un documento del  1272  risulta  che  i  Conti  di  Palombara  possedevano  un fortilizio sul monte Morecone,  sulla  cui  cima  venne  edificato  il  primo  nucleo  del  castello  e  da cui derivò il nome del paese. Successivamente Moricone passò  ai  Savelli  che  furono  per  lungo  tempo  signori  incontrastati  del  territorio,  con  una breve interruzione nel 1501 in cui subentrò Giulio Orsini. Nel 1619 i Savelli cedettero il feudo ai Borghese, a cui succedettero i Torlonia dopo il matrimonio tra Giulio Borghese e Anna Maria Torlonia.  I Torlonia amministrarono i beni di Moricone fino a pochi decenni fa, quando per eredità, i possedimenti, passarono agli Sforza Cesarini.